Dalle analisi ai farmaci, l'IA è entrata nella ricerca sul cancro
Esperto: 'Impatto già molto forte, ma ci sono anche criticità come la gestione dei dati'
Dall'esame preliminare delle immagini ottenute con le analisi di screening come il Pap test, ai software in grado di dialogare con i pazienti, fino alla messa a punto di nuovi farmaci: l'Intelligenza Artificiale è entrata con forza anche nella ricerca sul cancro, affiancandosi in alcuni casi agli specialisti. "L'impatto è stato molto forte e già si vede, anche se siamo ancora all'inizio dal capire bene come funziona", dice all'ANSA Gerry Melino, professore all'Università di Roma Tor Vergata e membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei. Melino è tra gli organizzatori di un convegno in programma oggi a Roma nella sede dell'Accademia, dedicato appunto a opportunità e sfide che l'IA sta portando in questo campo. "Le tecnologie che offre l'IA sono strepitose", commenta Melino. "Ad esempio, adesso ci sono software che rispondono alle domande dei malati, possono fare o modificare prescrizioni e sono anche in grado di organizzare il ricovero. Altri programmi riescono a predire come il paziente risponderà alle terapie già dopo pochi mesi dal loro inizio". Tuttavia, in mezzo ai tanti vantaggi, ci sono anche alcune criticità, come evidenzia l'esperto: "Se una società privata come Google Drive gestisce i dati privati di milioni di persone può essere un problema, anche se aiuta ad aumentare l'efficienza". In questo contesto, sta diventando sempre più importante far dialogare tra loro due discipline diverse come la fisica e la biomedicina, che si basano su approcci all'IA opposti. "I fisici sono più interessati a usare la scienza per l'IA - afferma Melino - mentre in biomedicina l'IA è al servizio della scienza". Incrociare questi due punti di vista diversi sarà fondamentale per aprire nuove strade alla ricerca e per imparare a usare correttamente i nuovi strumenti a disposizione di medici e ricercatori.
E.Dorame--LGdM