Bianchi (Confindustria), nel Mercosur 'potenziale enorme per le pmi italiane'
"La missione in Argentina e Brasile lo conferma: c'è forte domanda di Italia"
Argentina e Brasile "rappresentano un potenziale enorme per la crescita delle pmi italiane. Questa missione lo sta dimostrando concretamente: la risposta delle imprese, con circa 3.000 incontri B2B, testimonia una forte domanda di Italia e una volontà reale di costruire nuove relazioni commerciali e industriali". Fausto Bianchi, il presidente della Piccola Industria di Confindustria, rientra in Italia soddisfatto dopo giorni di incontri istituzionali e di contatti diretti tra le imprese prima a Buenos Aires poi a San Paolo per una missione imprenditoriale di sistema, con una ampia delegazione di vertice di viale dell'Astronomia, che si sta ora concludendo a Brasilia. "I margini di sviluppo sono importanti", commenta tracciando un bilancio dal punto di vista della Piccola Industria: "Nel 2025 l'export italiano verso il Mercosur ha raggiunto 7,5 miliardi di euro e le stime indicano la possibilità di arrivare fino a 14 miliardi a regime. Argentina e Brasile sono quindi mercati nei quali esiste ancora un potenziale enorme da trasformare in crescita, investimenti e nuove opportunità per le nostre imprese. Ma il valore di questa missione è anche nel metodo: una vera operazione di Sistema Italia, nella quale Governo, Confindustria, Ice, Cdp, Simest e Sace costruiscono ponti e accompagnano insieme le imprese, mettendo a sistema rappresentanza, conoscenza dei mercati, strumenti finanziari e sostegno all'internazionalizzazione". Questo modello, sottolinea, "è particolarmente importante per le pmi, che hanno qualità, tecnologia e capacità produttiva, ma spesso non dispongono da sole della struttura necessaria per affrontare mercati lontani e complessi". L'Accordo Ue-Mercosur (è la prima missione di imprese europee dopo il trattato, la più tempestiva) "può imprimere un'ulteriore accelerazione: gli accordi commerciali aprono le porte, ma dobbiamo mettere le pmi nelle condizioni di attraversarle. La sfida non è soltanto esportare di più, ma entrare nelle filiere, partecipare ai grandi progetti e costruire partnership industriali e investimenti comuni. In uno scenario globale segnato da tensioni e nuovi protezionismi, diversificare i mercati - conclude Bianchi - significa rendere più forti le nostre imprese e il nostro Paese".
F.Castillo--LGdM