L'ascesa 'da film' di Sylvester Stallone nel biopic I Play Rocky
Dirige Farrelly, Ippolito nei panni dell'attore, il debutto mondiale al Tiff
(di Francesca Pierleoni) Trent'anni, tanti lavoretti precari, il sogno di affermarsi come attore che stenta a realizzarsi, dopo essere riuscito in sette anni solo a fare la comparsa, il generico o ad avere piccole parti (fra le eccezioni il ruolo importante nel softcore The Party at Kitty and Stud's). Tutto però, nel 1976, cambia all'improvviso, per Sylvester Stallone, quando decide, su consiglio della moglie, di scrivere una sceneggiatura su una storia che avrebbe voluto interpretare: nasce così la vicenda di un pugile abituato a perdere che vive la sua rivalsa. Lo script piace ai produttori ma Stallone pone una condizione irrinunciabile: recitare lui la parte del protagonista. E' la straordinaria storia vera che Peter Farrelly (Green book) racconta in I Play Rocky (il titolo italiano sarà Rocky sono io), dedicato alla genesi del film diventato cult e all'ascesa dell'attore qui interpretato dal 26enne emergente Anthony Ippolito. Il biopic, prodotto da Amazon Mgm Studios, che debutterà in prima mondiale al Toronto Film Festival, uscirà negli Usa a novembre, a 50 anni esatti dal debutto nelle sale di Rocky di John Avildsen, che poi vinse nel 1977 tre Oscar, compreso quello come miglior film. Dal trailer che ha esordito qualche giorno fa, emerge la somiglianza quasi mimetica tra Ippolito e il giovane Stallone e l'attenzione nel ricostruire le scene di Rocky. Nel cast, fra gli altri, anche Matt Dillon nei panni del padre dell'attore, Frank Stallone Sr; AnnaSophia Robb, nel ruolo della prima moglie di Stallone, l'attrice Sasha Czack; Kiki Seto che interpreta Talia Shire; Stephan James nei panni di Carl Weathers; P.J. Byrne (il produttore Irwin Winkler); Toby Kebbell, Tracy Letts, Jay Duplass e Stephan James. Nel prepararsi al ruolo di Stallone, Ippolito che ha iniziato a recitare da bambino (tra i suoi ultimi film Purple Hearts) ha dovuto "cercare di mettere innanzitutto su un po' di peso perché lui era un tipo piuttosto muscoloso e io ero un po' più magro" ha spiegato sorridendo nei mesi scorsi al Cinemacon. A parte questo, "ho cercato di immergermi il più possibile nella sua filmografia. Prima di Rocky aveva girato ad esempio un film intitolato Lords of Flatbush (Happy Days - La banda dei fiori di pesco, ndr). E' stato davvero fantastico, guardare i suoi video, più vecchie interviste possibile. Cercare di assorbire tutto". Farrelly ha definito lo script di I play Rocky "il migliore che abbia mai letto" e ha precisato che "con questo film, non volevamo rifare Rocky, perché sarebbe impossibile. Ma vogliamo raccontarvi cosa ha portato a girare Rocky. E nel racconto, abbiamo girato circa cinque o sette minuti di scene identiche a quelle del film con Stallone. Non riuscirete a notare la differenza". Kiki Seto ha trovato particolarmente emozionante calarsi nei panni di Talia Shire: "Anch'io ovviamente ho iniziato con un sacco di ricerche e guardando le sue interviste. Ho anche comprato un ebook online intitolato "Tutto quello che dovresti sapere su Talia Shire'. Poi però ho avuto anche la possibilità di parlarle. Mi ha chiamato una sera e mi ha raccontato molto di come stava in quel periodo della sua vita e anche di come interpretava Adriana, di cosa provava il personaggio, di quanto amasse Stallone... È stato davvero incredibile".
E.Sanchez--LGdM