La Gaceta De Mexico - Peter Jackson, dopo Spielberg farò anche io un film su TinTin

Peter Jackson, dopo Spielberg farò anche io un film su TinTin
Peter Jackson, dopo Spielberg farò anche io un film su TinTin

Peter Jackson, dopo Spielberg farò anche io un film su TinTin

Il regista a Cannes, l'IA? Uno strumento come gli altri ma se non serve a 'rubare'

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(dell'inviata Francesca Pierleoni) L'IA considerata "un effetto speciale come gli altri", i nuovi progetti (tra cui un film su TinTin), le emozioni per gli oscar alla Trilogia del Signore degli anelli. Sono solo alcuni dei temi della masterclass per la serie "Rendez vous' tenuta a Cannes da Peter Jackson, il regista neozelandese prima Palma d'oro d'onore alla 79/a edizione del Festival (l'altra andrà a Barbara Streisand). In una strapiena Sala Debussy (tra gli spettatori anche il suo 'Frodo' Elijah Wood, che gli ha consegnato il riconoscimento nella cerimonia d'apertura), il cineasta torna sulla sorpresa per il premio. "Non ho mai pensato di poter vincere una Palma proprio come non ho mai pensato di poter diventare un ballerino classico o un saltatore in alto olimpico. Ci sono certe cose che semplicemente sai che non accadranno, quindi non lo sogni nemmeno. Oltretutto avere una Palma senza nemmeno che facessi un film… è fantastico grazie" aggiunge sorridendo. In un percorso di oltre un'ora e mezza, fra ricordi, riflessioni e aneddoti, Jackson, gioviale e garbato, ripercorre l'importanza delle sue partecipazioni a Cannes, sugli artisti che l'hanno ispirato (da Sam Raimi a Buster Keaton) e sulla consacrazione del suo lavoro sull'opera di Tolkien, culminata con i 17 Oscar per la trilogia de Il signore degli anelli, di cui 11 vinti con il terzo capitolo, Il ritorno del re: "E' stato surreale - sottolinea -. I primi due film avevano vinto alcune statuette ma c'era la sensazione che avremmo vinto molto di più con il numero tre e così è stato". Quando alla fine "Steven Spielberg ha annunciato l'Oscar per il miglior film, sempre vinto da Il ritorno del re, ha iniziato dicendo 'Ha fatto piazza pulita' e mio figlio Billy che allora aveva sei anni e stava guardando la cerimonia in diretta in Nuova zelanda, è scoppiato a piangere pensando che 'Piazza pulita' fosse un altro film. Quando l'ho raccontato a Steven si è sentito in colpa" racconta. L'amicizia con Spielberg torna anche quando Jackson parla del suo nuovo progetto : "Con Fran (Walsh, cosceneggiatrice, coproduttrice e moglie del regista) stiamo lavorando a una sceneggiatura di Tintin (il giovane giornalista giramondo creato per i fumetti da Herge, ndr). Il piano originale era che Steven dirigesse il primo film sul personaggio e io il secondo. Lui ha fatto il suo, io ci ho messo 15 anni per decidermi. Stavo scrivendo nella stanza d'albergo anche qui un paio di giorni fa. Ho fatto delle scalette per delle scene, le ho mandate a Fran perché le mostrasse a casa, quindi è una cosa vera. Sto tornando nel mondo di Tintin e lo adoro". Jackson che si dice fiero quando qualcuno definisce i film da lui girati sulle opere di Tolkien il suo 'lavoro della vita', sta anche producendo il nuovo capitolo della saga, in arrivo nel 2027, The Lord of the Rings: The Hunt for Gollum, diretto da Andy Serkis, iconico interprete del ruolo, che torna come protagonista: "La storia si svolge tra Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli, è un racconto molto interiore sulla psicologia di Gollum e sulla sua sorta di dipendenza. Andy conosce il personaggio meglio di chiunque quindi per me era naturale che dirigesse lui il film". 
 Fra le domande arriva puntuale anche quella su uno dei temi che preoccupa di più il mondo del cinema (e non solo) l'intelligenza artificiale: "Non parlo dell'IA in generale - precisa - come quella cosa che distruggerà il mondo e cose del genere. L'IA usata nei film non mi dispiace affatto. Per me è solo un effetto speciale come gli altri. L'unica cosa che penso sia assolutamente fondamentale, è che non si usi su un attore o qualcun altro senza il suo consenso, che non si utilizzi per rubare la creatività di altri autori, che vengano sempre rispettati i diritti delle persone". L'IA è "uno strumento. Ma come per ogni cosa, tutto dipenderà nel suo uso, dall'immaginazione e dall'originalità di chi fornisce le istruzioni al programma. Degli autori potranno mettersi insieme e realizzeranno film davvero fantastici. Altri con lo stesso strumento, faranno schifezze, proprio come succede normalmente nell'industria cinematografica".

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F.Maldonado--LGdM