Accordo ateneo Marche-Defense Tech contro attacchi da computer quantistici
L'obiettivo è blindare la sicurezza digitale
"Mettere in cassaforte la sicurezza di digitale di imprese e cittadini" passando ad un sistema di crittografia post-quantum o Pqc, in grado di resistere anche ad attaccanti dotati di computer quantistici di nuova generazione. E' l'obiettivo di una sinergia tra l'Università Politecnica delle Marche, guidata dal rettore Enrico Quagliarini, e da Defence Tech, con l'amministratore delegato Emilio Gisondi, che hanno firmato oggi un accordo quadro per sviluppare attività congiunte in ricerca, innovazione tecnologica, alta formazione e trasferimento delle competenze nel settore della cybersecurity e delle tecnologie avanzate. Dai laboratori della Politecnica delle Marche, in particolare coordinati da Marco Baldi, docente di Telecomunicazione, è uscito un primo prototipo che dopo un lungo percorso di validazione internazionale è ora fruibile e prelude a nuovi sviluppi in altri segmenti e ambiti Al centro dell'accordo la protezione contro attacchi portati da computer quantistici di nuova generazione che saranno così potenti da riuscire a rompere gli attuali sistemi di cifratura. Secondo gli esperti, l'avvento dei computer quantistici potrebbe rendere vulnerabili molti algoritmi crittografici utilizzati oggi per tenere al sicuro reti, dati e dispositivi. L'attacco noto come "harvest now, decrypt later" rende urgente la transizione verso nuove soluzioni di crittografia post-quantum. La Politecnica delle Marche, ha sottolineato il rettore Quagliarini alla firma dell'accordo, conferma sempre più "verticale" nella ricerca, per mettere insieme competenze, in questo caso della Defence Tech e dell'ateneo, sul fronte della cybersicurezza; l'accordo è un "esempio costruttivo di terza missione, con l'università al servizio del territorio per trasferire al di fuori degli ambienti accademici il know-how sviluppato all'interno". Un accordo, ha osservato Gisondi, che "non è un punto di arrivo ma di partenza di un programma che prevede nel piano industriale lo sviluppo tecnologie proprietarie che nascono dalla collaborazione tra ricerca e aziende". L'azienda ha "già proposto sul mercato il frutto della collaborazione. Univpm, ha rimarcato l'ad, "si contraddistingue per verticalità della ricerca, vicina a ciò che cercano le aziende" e per sviluppare tecnologie di "difesa, spazio e sicurezza nazionale". Gisondi ha annunciato che presto entrerà nel Gruppo un "fondo nazionale" e che questo permetterà ancor più lo sviluppo di sinergie con il mondo dell'Università.
S.Olivares--LGdM