Cnr, bolle di calore spingono i temporali estivi
Possono essere fenomeni intensi, destinati a ripetersi
Galleggiano e si muovono velocemente verso l'alto le bolle di aria calda all'origine dei temporali di calore, che si scatenano durante la bella stagione in determinate condizioni meteorologiche. A descrivere questi fenomeni che possono essere pericolosi, se accompagnati da una perturbazione, e sono destinati a ripetersi specialmente in stagioni estreme come queste è Claudio Tei, meteorologo del Consorzio Lamma tra Regione Toscana e Cnr. "Se le masse d'aria calda risalgono velocemente e trovano aria più fredda in quota, se l'umidità si condensa rapidamente in goccioline, formando le nuvole, e ancor più se c'è un flusso continuo di aria calda verso l'alto - spiega Tei - allora si scatena un temporale di calore". Della durata media tra i 20 ed i 30 minuti, questo fenomeno spesso si verifica anche assieme a grandine e venti forti. Ma se, ed è il caso del maltempo cominciato oggi, il temporale di calore è accompagnato da una perturbazione, specialmente lenta nelle sue manifestazioni, allora è più persistente (durando anche un'ora) e pericoloso. "L'area di bassa pressione - precisa Tei - in questi casi è preceduta da aria più calda e seguita da quella a temperature più basse. L'aria calda viene scalzata da quella fredda, che la spinge verso l'alto, dove si formano le nuvole e si scatenano temporali e piogge". Hanno un peso nei temporali di calore accompagnati da una perturbazione anche i diversi sistemi di innesco, che spaziano dalla convergenza dei venti alla loro differenza di velocità e direzione. A differenza dei temporali accompagnati da una perturbazione, quelli 'semplici' possono poi essere inoltre più frequenti. La probabilità di un temporale di calore, secondo il meteorologo, dipende anche dalla conformazione dell'area di alta pressione. "Se è ben strutturata, forte - aggiunge - il rischio è minore. Se invece ci sono crepe, il rischio di una scintilla che faccia partire il temporale è alto". I temporali di calore sono poi più frequenti in montagna, a causa della convergenza dei venti, solitamente sui rilievi, che fa risalire l'aria calda che scontrandosi con quella che si è infiltrata a 5-6.000 metri di quota dà origine al temporale. In pianura, invece, ciò non avviene perchè l'aria calda rimane ferma". A volte, poi, il sistema temporalesco provoca una reazione a catena: è il caso, spiega ancora il meteorologo, della discesa di aria fredda seguita al temporale: "questa - conclude il meteorologo del Consorzio lamma-Cnr - favorisce la formazione di altri temporali nelle zone vicine".
A.Sandoval--LGdM