La Gaceta De Mexico - Attentato a Ranucci, gli arrestati indicano Tavares come fornitore dell'ordigno

Attentato a Ranucci, gli arrestati indicano Tavares come fornitore dell'ordigno
Attentato a Ranucci, gli arrestati indicano Tavares come fornitore dell'ordigno

Attentato a Ranucci, gli arrestati indicano Tavares come fornitore dell'ordigno

Gli indagati per la bomba collocata davanti alla casa di Sigfrido Ranucci hanno riferito agli inquirenti che l'esplosivo sarebbe stato consegnato da Clesio Gomes Tavares, factotum di Valter Lavitola.

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Le dichiarazioni raccolte negli interrogatori dei quattro arrestati per l'attentato del 2025 contro Sigfrido Ranucci indicano Clesio Gomes Tavares come la persona che avrebbe fornito l'ordigno. Antonio Passariello, Pellegrino D'Avino, Saverio Mutone e Marika De Filippis erano stati arrestati il 30 giugno con l'accusa di avere collocato la bomba davanti all'abitazione dell'allora conduttore di Report.

Secondo la ricostruzione investigativa riportata, il gruppo non avrebbe reperito autonomamente l'esplosivo. Tavares, considerato intermediario e factotum di Valter Lavitola, avrebbe consegnato il materiale dopo avere chiesto un ordigno meno potente di quello poi utilizzato. Gli accertamenti mirano a definire la catena di comando e il ruolo attribuito a Lavitola, arrestato pochi giorni dopo i presunti esecutori e indicato dagli inquirenti come mandante.

Nella mattina degli arresti Ranucci inviò a Lavitola un messaggio per comunicargli che i responsabili erano stati presi, allegando la notizia dell'agenzia ANSA. In quella fase il giornalista dichiarò di non conoscere i quattro indagati e ringraziò carabinieri e magistratura. L'inchiesta ha successivamente esaminato i rapporti sociali tra D'Avino e Tavares, documentati anche da fotografie pubblicate online.

Tavares era noto a Ranucci: agli atti compare un loro selfie e in una conversazione intercettata il giornalista aveva scherzosamente chiesto a Lavitola di prestargli Gomes. Quando Ranucci fu ascoltato il 2 luglio come persona informata sui fatti e parte lesa, disse di non conoscere gli arrestati. Secondo la ricostruzione giornalistica, in quell'occasione non avrebbe però richiamato l'attenzione degli inquirenti su Tavares. Il possibile rilievo di questa omissione resta oggetto di valutazione.

Un altro filone riguarda il nome Corrado, comparso nella trascrizione di un'intercettazione di D'Avino. Quel riferimento aveva alimentato ipotesi su Marco Mancini, già agente del Sismi, e sulla famiglia Moccia. Un riascolto più accurato avrebbe tuttavia stabilito che il nome non era stato pronunciato e che si trattava di un errore materiale di trascrizione. Gli investigatori, secondo quanto riferito, non avevano aperto uno specifico filone su quel nominativo.

La correzione ridimensiona le piste alternative che erano state discusse sui mezzi d'informazione. Mancini aveva annunciato iniziative legali contro le ricostruzioni che lo coinvolgevano, mentre la pista relativa ai Moccia non aveva trovato riscontri nell'attività dei carabinieri.

L'indagine resta concentrata sui rapporti tra Tavares, gli esecutori materiali e Lavitola. D'Avino, dopo l'interrogatorio assistito dagli avvocati Antonio Falconieri e Generoso Pagliarulo, avrebbe riferito di sentirsi più tranquillo. Le responsabilità individuali e il movente dell'attentato dovranno essere definiti nel procedimento giudiziario.

M.Gutierrez--LGdM