Fedespedi, logistica reagisce a crisi ma c'è un costo
Pitto, per Italia sfida è trasformare resilienza in un punto di forza strutturale
«Le crisi geopolitiche stanno dimostrando quanto la capacità di adattamento sia oggi un fattore decisivo per la competitività delle nostre imprese. La logistica sta reagendo alla discontinuità delle rotte ridisegnando i flussi, ricorrendo a soluzioni alternative e integrando sempre più modalità di trasporto diverse. Ma questa capacità di reazione ha un costo che si riflette su tempi e noli. Per l'Italia la sfida è trasformare questa resilienza in un punto di forza strutturale, investendo in infrastrutture, intermodalità e digitalizzazione». Così Alessandro Pitto, presidente di Fedespedi a commento del 28/mo Economic Outlook della Federazione nazionale delle imprese di spedizioni internazionali. Nel primo semestre 2026, il traffico mondiale di container ha superato i 96 milioni di teu, +3% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica è stata sostenuta soprattutto dal traffico infraregionale (+6,1%), mentre quello intercontinentale è cresciuto dell'1,5% e ha risentito maggiormente della crisi in Medio Oriente. Tra le aree più dinamiche il Far East (+8,8%), l'Africa Sub-sahariana (+7,4%) e l'America Latina (+3,5%). In Italia, i principali porti hanno movimentato nel complesso 3 milioni di teu nel primo semestre, in linea con lo stesso periodo del 2025 (-0,2%). In calo Genova (-1,5%), Savona (-8%) e Trieste (-4,1%), crescono La Spezia (+3,5%), Venezia (+4,6%) e Ancona (+3%). Sul fronte mediterraneo, i principali porti non italiani hanno registrato il +4,7%, sostenuto anche dalla forte crescita di Rijeka-Fiume (+35,7%).
F.Deloera--LGdM