Borsa: Milano debole con l'Europa dopo la Bce, corrono gas e petrolio
Tensione sui titoli di Stato: crescono i rendimenti, spread a 88 punti base
Il rialzo dello 0,25% dei tassi Bce era ampiamente atteso e anche le dichiarazioni della presidente Christine Lagarde non hanno portato sorprese: i mercati azionari del Vecchio continente hanno così chiuso in lieve calo, guardando soprattutto alle tensioni sui prezzi dell'energia. Le Borse peggiori sono state quelle di Francoforte e Amsterdam, che hanno concluso con ribasso dello 0,7%, seguite da Parigi e Londra che hanno ceduto mezzo punto percentuale. Limate dello 0,1% Milano e Madrid. In un contesto di forte crescita dei tassi di tutti i titoli di Stato europei, specie francesi e inglesi, lo spread tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni è in aumento: il differenziale ha concluso la seduta a 88,3 punti base contro gli 83,6 'basis point' dell'avvio. Il rendimento del prodotto del Tesoro è al 4,38%, quello del titolo di Stato tedesco al 3,49%, sui livelli più alti dal 2009. Euro piatto contro il dollaro a quota 1,162. Nel settore energia, prezzo del gas in deciso aumento sul mercato di Amsterdam, di riferimento per l'Europa: dopo la chiusura della Borse del Vecchio continente, il future sul metano con consegna a ottobre è cresciuto fino a 83 euro al Megawattora, continuando così a correggere i massimi dalla fine del 2022. Petrolio in forte tensione oltre i 100 dollari al barile a New York e i 105 dollari per il Brent del Mare del Nord. In questo contesto in Piazza Affari, tra i titoli a elevata capitalizzazione il peggiore è stato Moncler, sceso del 3,4% finale, con Avio che ha chiuso in ribasso del 2,7% a 28 euro dopo aver toccato cali anche del 9% sui conti del semestre. Generalmente calme le banche, in crescita invece di oltre due punti percentuali Inwit e Leonardo. Ancora in corsa Lottomatica, salita del 5% a 27,5 euro. A Parigi sempre debole EssilorLuxottica, che ha ceduto il 2% a 145,8 euro, correggendo i minimi degli ultimi quattro anni.
D.Ancira--LGdM